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Il punto di non ritorno

Il livello di CO2 in atmosfera ha ormai superato stabilmente le 400 ppm, considerata la soglia simbolica da non oltrepassare per contenere gli effetti del cambiamento climatico.

 

La prima volta che l’osservatorio del NOAA di Mauna Loa, Hawaii, registrò un valore di CO2 nell’aria superiore alle 400 ppm fu il 9 maggio 2013. Aprile 2014 fu invece il primo mese nella storia dell’umanità a presentare una concentrazione media di CO2 nell’aria oltre le 400 ppm in tutti i suoi giorni. Tuttavia, questo valore presenta delle variazioni stagionali – tipicamente, raggiunge l’apice a maggio e il minimo a settembre - per cui la media annuale risultò comunque al di sotto della soglia. Ma la tendenza era chiara.

Infatti, tutti i mesi del 2016 hanno registrato una concentrazione superiore a tale soglia.

 

Questo record è andato di pari passo con un altro dato preoccupante: il 2016 è stato l’anno più caldo di sempre.

 

Se non verranno presi precisi provvedimenti per fronteggiare questa situazione, il nostro Pianeta andrà incontro a fenomeni di:

Estinzione: il cambiamento climatico porterà all’estinzione di un quarto delle specie terrestri entro il 2050.

Distruzione della catena alimentare: l'estinzione di prede e predatori sbilancerà in maniera permanente la catena alimentare.

Innalzamento del livello dei mari: lo scioglimento dei ghiacciai perenni provocherà l’innalzamento dei mari e l’allagamento delle zone costiere, trasformando milioni di persone in profughi climatici.

Acidificazione degli oceani: l'innalzamento del livello di acidità degli oceani, provocato dall’aumento dell’anidride carbonica disciolta in acqua, provocherà il collasso di interi ecosistemi marini.

Le soluzioni ci sono.

 

Con piccole azioni si possono ottenere grandi risultati: una maggior diffusione di impianti alimentati a energia rinnovabile e di sistemi di microcogenerazione, che producono l’energia nel luogo stesso in cui viene consumata, permetterebbe di risparmiare energia e ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera.

 

 

Il punto di non ritorno